Il Lavoro, 20 luglio 2003

Gioco di voci, Genova 17/7/2003


A S. Maria di Castello l’emergente ensemble genovese

Ring Around Quartet la festività sonora

Nel panorama musicale italiano il genovese «Ring Around Quartet» sta conquistando una meritata notorietà in virtù non solo di interessanti qualità vocali, ma anche di una verve interpretativa che consente ai quattro artisti (Vera Marenco, soprano, Maria Teresa Gay, contralto, Umberto Bartolini, tenore, Alberto Longhi, baritono) di trasformare un semplice concerto di musiche a cappella in uno spettacolo ricco di brio, di umorismo, di freschezza inventiva.
Se ne è avuta una significativa dimostrazione giovedì sera nel chiostro della Chiesa di S. Maria di Castello dove il «Ring Around» si è esibito ospite della stagione organizzata da Fabio Macelloni e dai Polifonici.
Programma interamente dedicato al Quattrocento e al Cinquecento fra autori italiani, fiamminghi e francesi, con un attento equilibrio fra la festosità sonora di pagine dal fine gusto umoristico («Il grillo» di Josquin, «Il est bel et bon» di Passereau, «Bonzorno Madonna» di Scandello) e l’eleganza raffinata di brani costruiti su un teso e denso lirismo («Tant que vivrai» di Sermisy o «Mignonne allons voir si la rose» di Anonimo).
Brani affrontati con esemplare compattezza vocale. È la qualità migliore del quartetto: si avverte un ammirevole affiatamento che garantisce un fraseggio scorrevole, perfettamente equilibrato nelle entrate e nelle dinamiche. Il tutto sostenuto, come si diceva, dalla verve interpretativa.
A piedi scalzi, i quattro cantori accennano passi di danza, recitano mentre cantano, con una attenzione lodevole alla scansione del testo giocano con la musica e con le parole. Si pensi, ad esempio, allo splendido repertorio di chanson francesi, con Janequin in primo piano: il suo «Chant des oyseaux» complicato scioglilingua dal felice sapore descrittivo e onomatopeico ha festosamente concluso il concerto, prima dei bis.
Fra i «fuoriprogramma» si cita una pagina recente di Andrea Basevi su testo di Sanguineti, una interessante avventura nella vocalità che il pubblico ha calorosamente applaudito.

Roberto Iovino

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