Canzoniere, Napoli 28/1/2007 » info
PIETÀ DE’ TURCHINI
NAPOLI. Il consueto appuntamento musicale della domenica pomeriggio a Santa Caterina da Siena a Cariati, al «Centro di musica antica Pietà de’ Turchini», ha proposto un raffinato concerto di musica vocale affidato al bravissimo gruppo di vocalisti di Genova «The ring around quartet». Si è rinnovata la gioia straordinaria che questo gruppo celebre altrove, ma che fatica ad entrare in sintonia con il pubblico napoletano, aveva offerto ai curiosi, ed affezionati frequentatori del «Centro». Questa volta il pubblico era molto più numeroso, ma l’assenza dei tanti e tanti che cantano nei cori cittadini a manifestazioni del genere è assolutamente disdicevole e riprovevole perché peccataccio di trascuratezza e superbia, inopportuno e reiterato. Anche perché c’è forse da imparare e carpire qualche segreto da questi incantevoli cantori. Straordinaria sempre la morbidezza della loro emissione, per cui sembrano respirare e cantare con la medesima naturalezza, bello e limpido il suono controllato senza sforzo apparente, felice la pronuncia che permette di seguire il testo all’ascolto, servendosi del testo stampato e distribuito in sala il meno possibile data anche l’esigua illuminazione della chiesa. Affiatati, impeccabili nella realizzazione dell’articolato canto manierista di Marenzio con testi di Petrarca ed in quello moderno di Basevi (1957) con testi di Piumini, due compositori in confronto verosimile, in cui il moderno fa la sua ottima figura, per una volta, i vocalisti hanno mostrato tenuta encomiabile, dominio dei pezzi e dello stile, anche nel bel bis di Orlando di Lasso. Tema del concerto era l’«Amore-Eros» con indicazione bizzarra, forse da modificare un poco dopo questo concerto-debutto del programma amoroso, poiché i termini sono sostanzialmente identici, se ci si astiene dal fare esplicite e sottili distinzioni-elucubrazioni filologiche, in questo caso poi proprio inutili. I versi di Petrarca e di Roberto Piumini, quelli musicati ed altri, sono stati letti tutti in maniera suadente e tenera dall’autore moderno, risultavano suggestivi. Ben noti erano ovviamente solo quelli del poeta antico, invece quelli del moderno, con musica o senza, sono stati una piacevole scoperta. Si è apprezzato che gli artisti del XX secolo in locandina sanno comunicare pure nella loro indiscussa ed evidente solidità dottrinale, poichè artisti pieni di «humanitas» fondante condivisione, e partecipazione e convincente successo. Anche Basevi e Piumini in diverso ambito sono personalità di spessore e consolidata fama, e quindi è da segnalare anche la mancata presenza di altri protagonisti ed operatori della vita culturale napoletana, sempre attenti alle loro beghe, magari il «Premio Napoli».
[MLI]
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