La Stampa, 21 maggio 2006

Polifonie antiche e contemporanee, Torino 15/5/2006


BEL CONCERTO OFFERTO DALLA DE SONO

Ring Around, angelico quartetto tra Medioevo e Novecento

Il neomadrigalismo è un filone illustre nella musica italiana del Novecento: fondato da Dallapiccola e Petrassi, e poi proseguito dai grandi musicisti delle avanguardie, ha riportato in vita una civiltà che pareva definitivamente estinta. Ma anche oggi si continuano a comporre madrigali, magari rinunciando alle sperimentazioni sillabico-fonetiche che avevano caratterizzato lo stile del secondo Novecento, per recuperare una polifonia più levigata e classica, non di rado legata alla tonalità. Lo abbiamo constatato l’altra sera, nel bel concerto offerto dalla De Sono con The Ring Around Quartet, formato da Elisa Pranzetti, Vera Marengo, Umberto Bartolini e Alberto Longhi, quattro voci di straordinaria qualità che si fondono in un assieme simile a un piccolo coro angelico. Il programma comprendeva pagine medievali, rinascimentali e contemporanee: da una parte Guillaume de Machaut, il grande maestro dell’Ars Nova francese, autore di una polifonia aspra e severa, dall’altra Luca Marenzio, Jacques Arcadelt, Adrien Willaert e Orlando di Lasso che impegnano i quattro cantori negli intrecci, straordinariamente levigati, dello stile rinascimentale, sacro e profano. Tra una pagina e l’altra si inserivano i contemporanei. Andrea Basevi Gamberana (1957), allievo di Gilberto Bosco e Luciano Berio, che scrive madrigali in una polifonia discorsiva, senza fratture, con una fluidità di scorrimento molto gradevole ed elegante. Altri saggi di questo madrigalismo contemporaneo sono stati offerti nelle pagine di Ennio Morricone, Riccardo Dapelo, Federico Ermirio, più vicino allo stile delle avanguardie, ma affine agli altri per l’evidente piacere con cui affronta una tradizione antichissima, straordinariamente pregna di storia, e la rifonde in una cosa nuova, con evidente gusto della scoperta e della sperimentazione.

Paolo Gallarati