Gioco di Voci, Messina 26/9/2006 » info
Messina – Un pubblico di fedelissimi musicofili ha gremito domenica pomeriggio la chiesa della SS. Annunziata dei Catalani per un nuovo appuntamento della Filarmonica Laudamo. Di scena una formazione vocale genovese decisamente originale.
RING AROUND QUARTET, nato nel 1993 dall’incontro di quattro cantanti genovesi impegnati inizialmente in una attività dedicata in gran parte a serate d’intrattenimento, si è imposto sulla scena concertistica riscuotendo prestigiosi riconoscimenti (miglior gruppo solistico e miglior complesso italiano al 42° Concorso Internazionale Seghizzi del 2003; «rivelazione del Festival dei due Mondi 2003» di Spoleto con lo spettacolo «Gioco di voci»). Vera Marenco (soprano), Manuela Liri (contralto), Umberto Bartolini (tenore) e Alberto Longhi (baritono), ai quali va innanzitutto riconosciuto un ottimo livello di preparazione tecnica e una assoluta originalità sia nella scelta del repertorio che nella scelta della chiave interpretativa, si sono presentati al pubblico messinese con un programma tutto da scoprire e da godere. Il «Gioco di voci» è stato uno spettacolo ricco di brio e di umorismo, in cui divulgazione, recitazione ed espressività si sono mirabilmente fuse grazie spontaneità e disinvoltura studiatissime.
Affiatamento e fusione timbrica e ritmica hanno permesso al quartetto di alternare con naturalezza canti più umoristici («El grillo è buon cantore» di Josquin Desprez, «Bonzorno Madonna» di Antonio Scandello; «La, la, la, je ne l’ose dire» di Pierre Certon), con quelli di carattere più virtuosistico e imitativo (soprattutto «A Round of Three Country Dances in One), fino a quelli di più intenso lirismo (vero pathos, di voce e di gesti, in «Madonna mia pietà» di Orlando di Lasso). Da sottolineare la ricerca di una dimensione teatrale del fare musica, per cui il concerto si trasforma in spettacolo: la musica asseconda il movimento dei cantanti, attori di un evento curato nei minimi particolari.
Altrettanta verve, anche se di tutt’altro stile ed epoca, nell’unico, purtroppo, bis concesso, l’accattivante «Ma le voleva bene» del mitico Quartetto Cetra.
La scelta della location non è stata felice. Capienza insufficiente, illuminazione assolutamente inadeguata, porte chiuse a chiavistello, quindi nessuna via di fuga e nessun estintore a vista. Gli artisti si sono dovuti cambiare dietro una quinta mobile posta alla destra dell’altare. Gli organizzatori dovrebbero trovare soluzioni più opportune sia per gli artisti che per il pubblico. Forse avevano preventivato l’assenza di tanti abbonati nonché dei docenti e degli studenti del Conservatorio «Arcangelo Corelli», appassionati gli uni soprattutto del camerismo strumentale con nomi di grande richiamo, disertori cronici degli eventi musicali cittadini gli altri. Avremmo voluto vedere presenti soprattutto coloro, e sono moltissimi in città, che cantano in tanti cori.
Sottovalutando la qualità della proposta hanno perso l’occasione di ascoltare questo complesso dal vivo!
Annamaria Casale
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