Gioco di voci, Udine 17/10/2005
Un repertorio tutto da scoprire e da godere per una formazione decisamente originale: questo era «Gioco di voci. Villanelle e chansons dell’epoca di Giovanni da Udine», l’appuntamento centrale dei tre dedicati dalla Stagione musicale del Teatro Nuovo alla musica antica e tenuti nel Salone Parlamento del Castello di Udine. La formazione è The Ring Around Quartet, formata dal soprano Vera Marenco, dal contralto Maria Teresa Gay, dal tenore Umberto Bartolini e dal baritono Alberto Longhi. Se le opere (repertorio di polifonia vocale profana cinquecentesca) e l’esecuzione appartengono all’ambito di più alta e seria divulgazione, la presentazione e lo spirito sono invece improntate a una studiatissima spontaneità e disinvoltura.
Cantanti che ballano scalzi, in abiti semplicissimi, attualizzando nelle loro coreografie o in atteggiamenti di ammiccante recitazione testi e armonie di immediata espressività. È questa l’idea elementare, ma raffinatissima: il divertimento che il pubblico prova è già nell’opera, non occorrono orpelli per sottolinearlo, bastano – o servono assolutamente – un affiatamento e una fusione timbrica e ritmica eccezionale come quella del Ring Around. E questo vale sia per i canti più umoristici («Bonzorno Madonna» di Antonio Scandello; «La, la, la, je ne l’ose dire» di Pierre Certon), che per quelli di carattere più virtuosistico e imitativo («Le chant de l’alouette» e, soprattutto, «Le chant des oiseaux», entrambi di Clément Janequin), fino a quelli di più intenso lirismo («La nuit froide et sombre» di Orlando di Lasso; ma vero pathos, di voce e di gesti, era in «Madonna mia pietà» dello stesso autore). Di uguale arguzia, ma opposta temperie stilistica ed epocale, i due bis concessi, entrambi degli anni Cinquanta del Novecento: «La boite à musique» e un ineffabile «Ma le voleva bene» del Quartetto Cetra.
Lucia Ludovica de Nardo
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